La Psicologia dell’Emergenza

La Psicologia dell’Emergenza è quella branca della Psicologia che si occupa dello studio, della prevenzione e del trattamento dei processi psichici, delle emozioni e dei comportamenti che si determinano prima, durante e dopo gli eventi critici.

Diffusa soprattutto nel mondo anglosassone a partire dai primi anni ’80, anche in Italia, negli ultimi anni, la Psicologia dell’Emergenza è diventata oggetto di insegnamento universitario in diversi Atenei tra cui Padova, Milano e Bologna, ed è sempre più inserita nelle attività formative e di intervento della Protezione Civile, degli Ospedali e degli altri Enti ed organizzazioni operanti nell’ambito del soccorso come la Croce Rossa, l’ANPAS, le Forze dell’Ordine, etc.

A livello nazionale, Psicologi per i Popoli e SIPEM sono due associazioni di volontariato professionale psicologico che hanno promosso lo sviluppo della Psicologia dell’emergenza Italiana, sia nel settore “protezione civile” che nel settore “cooperazione internazionale”.

A livello regionale, l’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, dispone di una Task Force degli psicologi per le emergenze, secondo quanto previsto dalla Convenzione stipulata tra la Regione Sicilia e l’Ordine stesso, che opera, in stretta collaborazione con il Dipartimento Regionale della Protezione Civile, nel soccorso psicologico e nella gestione di crisi in caso di una emergenza.

La Psicologia dell’Emergenza si avvale di conoscenze, metodi e tecniche di intervento volti a contenere il disagio psicologico ed a favorire l’equilibrio psichico di singoli o gruppi, in seguito ad eventi potenzialmente distruttivi, come catastrofi, calamità naturali, guerre ed incidenti nei trasporti.

Lo psicologo dell’emergenza prende in carico la persona e il gruppo nelle primissime ore successive all’evento catastrofico ed i programmi di intervento, di solito, sono rivolti a persone normali che reagiscono normalmente ad una situazione anormale, estrema, mostrando reazioni che non vanno considerate come patologiche e che quindi non richiedono di interventi terapeutici tradizionali.

Una delle caratteristiche proprie della Psicologia dell’Emergenza è, infatti, quella di trattare la persona non come portatrice di un sintomo o di una patologia da curare, ma di una sofferenza da gestire e normalizzare che emerge in modo acuto in seguito a un forte evento critico e traumatico

Lo psicologo opera in emergenza nell’ottica dell’empowerment, facilitando nelle persone il potenziamento di strategie di coping adeguate, in modo che il soggetto si senta in grado di riprendere in mano le redini della propria vita.

Il tipo di soccorso offerto è volto a:

aiutare la vittima a far fronte alla situazione, ad aiutarla a prendere il controllo del nuovo stato, a potenziarla ed a ripristinare il positivo funzionamento socio-psicologico

prevenire l’emergere di conseguenze gravi e a lungo termine o addirittura di disturbi psichici dopo l’esposizione a situazioni stressanti e traumatiche

favorire la riconnessione del tessuto sociale e la riattivazione dei servizi territoriali

facilitare la comunicazione in emergenza

incentivare la ripresa delle normali attività, oltre che per motivi di natura pratica, anche per sostenere la comunità colpita nel riprendere pian piano fiducia nel futuro

Ai contesti emergenziali catastrofici, si aggiungono anche quelli quotidiani fra cui:

incidenti stradali/ incidenti sul lavoro/incidenti sportivi

emergenze psichiatriche – TSO

violenze perpetrate, liti in famiglia, rapine, aggressioni, stupri,omicidi/t. suicidi

perdite improvvise, persone disperse

interventi con i minori

Nei contesti emergenziali quotidiani, il lavoro dello Psicologo dell’emergenza può essere svolto presso i D.E.A. (Dipartimento di Emergenza e Urgenza) all’interno degli Ospedali e del Pronto Soccorso.

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