Prevenire e contrastare il bullismo: cosa è possibile fare?

Il bullismo è un problema che si ripercuote sull’interazione sociale; è un fenomeno sociale complesso che interessa il gruppo dei pari e la comunità di appartenenza dei soggetti coinvolti; ciò significa che non riguarda soltanto i bambini e i ragazzi, ma anche gli adulti di riferimento, la scuola e i genitori, che hanno, ognuno nel proprio ruolo, la responsabilità di occuparsi della loro educazione e della loro salute psicofisica.

Non tutti gli episodi di bullismo avvengono nella scuola, ma la maggior parte si; la scuola è dunque l’ambiente in cui con più facilità si possono contrastare e prevenire. Occuparsi di bullismo diventa, quindi, importante per poter realizzare l’obiettivo di star bene a scuola, affinché gli alunni imparino ad affrontare i conflitti sociali in modo costruttivo e positivo per la loro crescita acquisendo le adeguate abilità sociali.

Come segnalato dalla letteratura, l’intervento psicologico individuale sul “bullo” risulta inefficace poiché il bullo, non avendo una percezione delle sue azioni come un problema, non è motivato al cambiamento; d’altra parte, l’intervento diretto sulla vittima, nonostante sia efficace per la stessa, non lo è ai fini della riduzione del fenomeno del “bullismo”, perché il bullo la sostituirà con un’altra vittima e cosi via.

Data la natura sociale del fenomeno, quindi, se si vuole agire con efficacia, un intervento di prevenzione del bullismo deve esser rivolto non solo ai “bulli” e alle loro vittime, ma a tutti gli alunni e dovrebbe coinvolgere anche gli insegnanti e i genitori.

Consigli per gli alunni.

Se ti capiterà di subire delle prepotenze…

  • potrai sentirti solo e spaventato, cerca aiuto e racconta ciò che ti è successo a qualche compagno di cui ti fidi o a qualche adulto, che sia la tua maestra o un tuo professore o i tuoi genitori;
  • trova in te la forza di reagire pensando che il bullismo è sempre sbagliato e nessuno merita di esserne vittima;
  • non vergognarti nel chiedere aiuto a qualcuno, chiedere aiuto non significa essere deboli o mancare di coraggio, vuol dire, invece, saper affrontare le difficoltà;
  • se qualcuno ti provoca, non reagire e se puoi allontanati, evita i luoghi isolati, cerca di stare insieme ai tuoi amici e nel tornare a casa da scuola non fare sempre lo stesso tragitto.
  • Se metterai spesso in atto delle prepotenze…
  • potrai sentirti forte mentre ti comporterai da bullo, ma se lo farai frequentemente e non proverai alcun dispiacere per il dolore cha causerai alla tua vittima, allora hai un problema;
  • cerca di capire perché lo fai, perché ti comporti in questo modo;
  • parla dei tuoi dubbi o dei tuoi problemi ad un insegnante di cui ti fidi o ai tuoi genitori;
  • fatti aiutare ad imparare a controllare la tua rabbia e la tua aggressività;
  • fai dello sport usando le tue energie in un modo per te più proficuo;
  • prova a metterti al posto della persona con la quale fai il prepotente e a pensare a come si sente;
  • scusati con le tue vittime nel momento in cui ti rendi di conto di aver agito in modo non corretto nei loro confronti;
  • pensa a come è bello avere degli amici sinceri a cui piaci davvero e che non ti sono accanto solo perché hanno paura di te che sei un bullo.
  • Se ti ritroverai ad assistere alle prepotenze messe in atto nei confronti di qualcuno…
  • ricordati di avere un ruolo molto importante e che il tuo comportamento potrà fare la differenza;
  • potrai aiutare la vittima a trovare la forza e il coraggio di chiedere aiuto a qualche persona adulta di fiducia, potrai consolarla e diventare suo amico;
  • potrai anche essere tu stesso a parlarne direttamente con gli adulti e chiedere loro un consiglio;
  • potrai cercare di fermare il bullo e di farlo ragionare su ciò che sta facendo;
  • potrai fare finta di non aver visto né sentito nulla e prendere le distanze dall’accaduto.
  • Prova a metterti, per un attimo, nei panni della vittima e a pensare cosa si può provare, poi starà a te scegliere il da farsi.

Un vademecum per i genitori

  • ascoltate i vostri figli dando loro fiducia quando vi raccontano episodi per loro non piacevoli, senza minimizzare o enfatizzare, prendendo in seria considerazione le loro paure ed i loro sentimenti e cercando di capire cosa sia successo
  • sia vostro figlio un bullo o una vittima, insegnategli che chiedere aiuto è possibile e non è un segno di debolezza, ma un modo adeguato per affrontare un problema
  • aiutate i vostri figli a pensare ed a trovare insieme delle soluzioni possibili se si trovano ad essere oggetto delle prepotenze di qualcuno, si sentiranno rassicurati e meno deboli se vi sentono dalla loro parte
  • se vostro figlio si trova continuativamente coinvolto in episodi di prepotenza e bullismo, in situazioni differenti e con bambini diversi, potrebbe essere necessario ed utile rivolgersi ad un supporto professionale adeguato per affrontare il suo problema, non esitate a farlo
  • se vostro figlio è un bullo è importante che capiate come si sente e cosa gli succede, ascoltate il suo malessere, fategli capire il valore della compassione, dell’amicizia, delle regole e del rispetto della vita degli altri e l’importanza del dialogo nelle relazioni sociali
  • dato che il bullismo si verifica solitamente a scuola, parlate sinceramente con gli insegnanti dei vostri figli, siano essi possibili bulli o vittime, per valutare insieme cosa può essere fatto, parlate con i dirigenti scolastici per conoscere le strategie preventive e di contrasto con cui la scuola affronta i casi di bullismo, parlate anche con gli altri genitori senza aver paura di ripercussioni e senza vergognarvi di avere un problema, chiedete loro consigli oppure cercate insieme delle possibili soluzioni

Il ruolo della scuola

E’ proprio all’interno della scuola che il bullismo il più delle volte si genera e si manifesta, luogo in cui il bullo agisce le sue prepotenze e la vittima vive il suo dramma, facendo sì che l’esperienza scolastica acquisisca una connotazione negativa che va ad influire sul normale sviluppo dei soggetti coinvolti. Bisogna, inoltre, tenere presente che i giovani, siano essi bulli o vittime di prepotenze, difficilmente parlano o si sfogano con gli adulti di quello che succede loro, gli uni per non esser scoperti, gli altri per paura di peggiorare la loro situazione.
Ecco perché, la scuola rappresenta il luogo migliore in cui potere iniziare a fare prevenzione e in cui promuovere sia una cultura pro-sociale che veda, nell’altro diverso da sé, solo un altro modo di essere, né migliore, né peggiore, che una cultura del confronto e del dialogo aperto, dove apprendere che il bullismo è un comportamento sbagliato e che solo parlandone lo si può riconoscere e sconfiggere.
È dimostrato che il modo migliore per affrontare il problema del bullismo è quello di adottare una politica scolastica integrata, cioè un insieme coordinato di azioni che interessino tutte le componenti scolastiche ed in cui gli adulti della scuola, dai dirigenti scolastici agli insegnanti, dal personale non docente ai genitori, ognuno in funzione del proprio ruolo, si assumano la responsabilità della relazione con gli alunni.

I Dirigenti scolastici

  • possono adottare e sostenere una politica scolastica che faciliti il riconoscimento del bullismo e la sua riduzione attivando diversi progetti di prevenzione e contrasto del bullismo
  • possono valorizzare ed incentivare le iniziative di docenti o di gruppi di alunni che mostrano interesse nell’ affrontare il tema del bullismo
  • possono attivare degli spazi o dei momenti di ascolto rivolti agli alunni ed alle loro famiglie in cui si possa discutere e mediare dei conflitti che possono insorgere con e nella scuola o in cui vengano affrontate delle situazioni di disagio legate al bullismo in un clima di ascolto e fiducia

Gli Insegnanti

  • possono vigilare maggiormente durante attività poco strutturate come la ricreazione oppure essere sempre più presenti ed accoglienti al momento dell’entrata in classe ed all’uscita da scuola
  • possono favorire un clima di classe sereno e fiducioso in cui gli alunni si possano sentire liberi di parlare delle prepotenze e compresi nelle loro difficoltà
  • possono organizzare delle attività, degli incontri o delle riunioni con alunni e con i loro genitori per segnalare e parlare insieme di eventuali situazioni di prepotenza che si possono verificare in classe o a scuola e per cercare insieme delle possibili soluzioni
  • possono proporre ai dirigenti scolastici delle iniziative preventive da poter adottare nella lotta al bullismo

Il Personale non docente:

  • può denunciare tempestivamente ai docenti e al dirigente scolastico eventuali episodi di bullismo di cui è venuto a conoscenza o a cui ha assistito personalmente
  • può non sottovalutare i propri compiti di sorveglianza in quanto anch’esso è importante educativamente
  • può attenzionare e rivolgersi con sensibilità a quegli alunni che spesso sono soli e tristi nei cortili o nei corridoi e segnalarli agli insegnanti
  • può mostrarsi come mediatore disponibile all’ascolto ed alla comprensione nella gestione di piccoli conflitti tra gli alunni
  • può far presente ai docenti ed al dirigente scolastico di eventuali momenti o luoghi in cui gli alunni non vengono adeguatamente sorvegliati per migliorarne il controllo e la vigilanza

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