MENS SANA IN CORPORE SANO. PSICOLOGIA E SALUTE

MENS SANA IN CORPORE SANO. PSICOLOGIA E SALUTE

SEMINARIO. COSTRUIRE INSIEME LA NOSTRA SALUTE

04 GIUGNO 2016  

Relazione mente corpo e benessere psicofisico

L’incontro di oggi ha come titolo “costruire insieme la nostra salute” laddove per salute (visto che si parla di salute a 361°) l’organizzazione mondiale della sanità (OMS) intende uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale.

Per cui, quando parliamo di promozione della salute, ci riferiamo a quel processo attraverso il quale le persone possono acquisire il controllo diretto e la gestione della propria condizione di benessere.

Oggi siamo tutti più coscienti di quanto la salute non consista nella semplice assenza di malattia, ma dipenda da una quantità di fattori che riguardano la globalità della nostra vita.

Salute e benessere sono direttamente proporzionali all’armonia che riusciamo a realizzare ed esprimere nei vari aspetti e livelli del nostro essere, dalla sfera più privata e personale al rapporto con l’ambiente.

Oggi tutti sappiamo quanto la mente sia in  diretta connessione con il corpo e quanto essa possa trasformarsi in uno strumento e in una risorsa per accrescere il nostro benessere interiore, e quindi trasformare e migliorare tutta la nostra vita, sia sul piano psicologico che fisico.

La salute e’ quindi nelle nostre mani! E non dovrebbe essere delegata all’esterno.

Ognuno di noi possiede sufficiente potere personale per gestire consapevolmente e direttamente la propria salute e il proprio ben-essere, intesi quindi nel senso più ampio di flessibilità e capacità  di trarre il meglio da ogni situazione, capacità di gestire e risolvere in modo soddisfacente quelli che ci appaiono come problemi (che tali rimarranno fin quando non riusciremo a fronteggiarli, a trovare soluzioni alternative rispetto alla staticità dei nostri schemi mentali, cambiando prima di tutto noi stessi e il nostro modo di guardare alle cose).

Salute e ben-essere derivano insomma dalla capacità di vivere la vita, tenendo conto dei limiti oggettivi sia nostri che dell’ambiente esterno, ma senza lasciarcene sopraffare, e quindi essere resilienti, cercare in noi le risorse per affrontare i nostri limiti. In quest’ottica i momenti di crisi, vengono considerati, con atteggiamento positivo, come delle occasioni, delle opportunità di cambiamento piuttosto che come danni che si subiscono.

Io credo che in ognuno di noi ci siano sempre e comunque delle parti sane, e che ogni essere umano, e’ un sistema che un po come fa il corpo, ha la capacità di autoregolarsi ed auto-organizzarsi di fronte agli eventi.

Quindi, quando parliamo di benessere psicofisico, facciamo riferimento al fatto di vedere gli individui come responsabili, attivamente coinvolti nel processo volto ad aumentare e migliorare la propria salute e non solo mantenerla (Bruhn 1988).

Lo stato di salute così inteso assume soprattutto il senso di consapevolezza di sé (del proprio corpo, del proprio dialogo interiore, della qualità delle relazioni che intercorrono tra noi e l’ambiente) e di autodeterminazione nell’intervenire consapevolmente per migliorare quegli aspetti della nostra vita che non ci soddisfano.

Salute, in tal senso, può voler dire:

  1. Riuscire a portare a termine gli impegni nel miglior modo possibile per noi
  2. Riuscire a gestire i nostri progetti
  3. Sentirci parte di qualcosa ed avere uno scopo esistenziale
  4. Essere soddisfatti della nostra esistenza
  5. Avere capacità di recupero
  6. Essere empowered, cioè capaci di prendere il controllo della nostra vita, acquisire un ruolo attivo verso il nostro ambiente e la nostra esistenza e porsi davanti alle difficoltà con un atteggiamento positivamente costruttivo, in modo da fronteggiare le situazioni anche quando appaiono stressanti e avverse.

Ben-essere e salute derivano perciò da tale senso di padroneggiamento degli eventi, dalla percezione della nostra auto-efficacia nella gestione del nostro progetto di vita e dalla nostra “elasticità” e disponibilità a cambiare quando le circostanze lo impongono.

Per fare ciò serve: imparare ad aumentare le nostre competenze e la capacità di far fronte ai problemi, agli eventi dolorosi e alle impreviste circostanze della vita per non rimanerne schiacciati.

Partendo da questi presupposti, sappiamo tutti che e’ buona norma adottare uno stile di vita sano, laddove e’ importante riuscire a svolgere una regolare attività fisica, anche di intensità moderata, associata ad una dieta equilibrata o comunque ad un mangiar sano, perchè in questo modo si contribuisce a migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita e a garantire un benessere sia psicologico che fisico, prevenendo anche tutta una serie di patologie.

Infatti sia l’attività sportiva che un’alimentazione corretta sono sinonimo di protezione e mantenimento della salute.  Sappiamo anche che il benessere fisico, lo stare in salute, si riflette su quello psicologico ed emotivo, e’ vero anche il contrario, ovvero lo stare bene con noi stessi emotivamente si riflette poi sulla nostra salute fisica.

Motivazione allo star bene

Ma tra il dire e il fare, c’è di mezzo il volere. Volere stare bene con se stessi e con il proprio corpo. Ognuno di noi qui dentro sa bene che con l’esercizio fisico ed una sana e corretta alimentazione starebbe bene e potrebbe beneficiarne, sia fisicamente che psicologicamente, ma quanti di noi riusciamo a farlo davvero? Dagli studi di settore solo 1 italiano su 3 fa regolare attività fisica e sono in aumento le persone in sovrappeso.

Ovviamente sono diversi i fattori che concorrono, ma io mi soffermerò su alcuni che ritengo maggiormente importanti.

Ciò che spinge le persone a fare sport, a mettersi a dieta, a scegliere un’alimentazione più sana ed equilibrata, ad essere costanti è la motivazione.

Per motivazione  si intende la spinta ad agire, a mettere in atto comportamenti orientati ad uno scopo.

Il concetto di motivazione sembra essere costituito da due componenti:

  1. la direzione cioè la META VERSO CUI SI DIRIGE L’AZIONE. Cosa ci attrae, cosa ricerchiamo, cosa ci stimola: fare sport, vincere, giocare, divertirci, far parte di un gruppo, tenerci in forma… ecc.?
  2. L’intensità si riferisce invece a quanto sforzo ed impegno ci si mette nell’intraprendere e portare avanti un determinato scopo, azione, comportamento, pensiero.Solitamente direzione e impegno sono strettamente legati: quando una cosa non ci piace e non abbiamo motivo per farla, è molto probabile che ci sforzeremo minimamente, mentre quando decidiamo che un obiettivo è importante ci impegniamo a fondo per poterlo raggiungere.

Quindi la motivazione influisce molto sulla scelta delle attività praticate, sull’impegno messo per raggiungere gli obiettivi (frequenza ed intensità degli allenamenti), e sulla resistenza di fronte ai fallimenti e alle difficoltà.

In assenza di motivazioni o con un livello di motivazione bassa è difficile che ci si avvicini all’attività sportiva o si mantenga un impegno costante nello sport o in una dieta equilibrata.

Tutto dipende dalla nostra volontà e dal fatto che sentiamo come valide per noi stessi le motivazioni che ci spingono ad adottare certi comportamenti più salutari.

Come ci influenza la società?

Se da un lato la motivazione è un importante aspetto psicologico interno nella scelta di uno stile di vita sano, dall’altro ci sono altri aspetti, altrettanto importanti, legati più all’esterno, alla società in cui viviamo, di cui è bene averne maggiore consapevolezza per poterli gestire al meglio.

La società consumistica in cui viviamo ci vuole davvero cosi sani? I cibi che vengono continuamente pubblicizzati sono cosi genuini come vogliono farli sembrare? Come mai i cibi precotti costano di meno? Per dimagrire abbiamo per forza bisogno degli integratori o degli snack dietetici? Quando entriamo in un supermercato compriamo davvero ciò che ci serve o ci ritroviamo nel carrello il cosiddetto cibo spazzatura senza neanche accorgercene?

Questi sono alcuni dei quesiti che ogni tanto è bene porsi, per sviluppare una consapevolezza diversa da quella che ci viene inculcata dal mondo della produzione alimentare industriale e farmaceutica.

Al di là del fatto che siamo continuamente bombardati da messaggi pubblicitari subliminali che indirizzano le nostre scelte inconsapevolmente, è pur vero che viviamo in un periodo di crisi economica in cui siamo portati ad avere un budget per la spesa più ridotto ed e’ stato dimostrato che gli alimenti più preziosi per la salute (frutta e verdura e in generale tutti gli alimenti freschi) sono quelli che costano di più e che incidono maggiormente  sulla spesa domestica, ciò fa si che le persone economicamente svantaggiate (che attualmente sono in aumento) tendono a scegliere alimenti meno costosi (conservati e quindi con alto contenuto di grassi saturi e sale) per poter risparmiare economicamente, a danno della propria salute.

Sempre in quest’ottica più sociale, un’altra abitudine alimentare non salutare, ma della quale le persone hanno scarsa consapevolezza è l’iperconsumo passivo, cioè il consumo fuori pasto di cibi altamente energetici e di bevande zuccherate che non risponde a una reale necessità dell’organismo, ma obbedisce all’offerta continua di alimenti e bevande sulla spinta della pubblicità, specie della televisione, che promuove selettivamente alimenti calorici, ricchi di grassi, sale e zuccheri e di bevande zuccherine. Soprattutto i bambini e le classi sociali svantaggiate rappresentano il bersaglio di queste forme di promozione di abitudini alimentari non corrette.

Il ruolo negativo della televisione (come anche dei videogiochi) si esercita anche tramite la tendenza alla sedentarietà, dal momento che le ore destinate all’attività fisica vengono sostituite da lunghi tempi di permanenza di fronte al video. Ciò vale soprattutto per i giovani, ma questo stile di vita riguarda sempre di più anche gli adulti.

Viviamo in un mondo in cui tutto ha un costo, anche lo stare bene ha un costo, non solo in termini personali, ma anche economici e sociali. E’ importante parlarne, averne consapevolezza e riflettere su questi aspetti per sviluppare un pensiero critico ed evitare di essere facilmente manipolati da chi ci deve vendere un prodotto o un servizio.

Noi adulti, oltre ad essere responsabili per noi stessi, abbiamo anche la responsabilità, per chi è genitore, ma anche per chi è educatore, che è quella di crescere i nostri figli e di educarli allo star bene e se crescono con delle buone scelte ed abitudini alimentari fin da piccoli, saranno degli adulti più consapevoli e più sani. La prima forma di apprendimento per i più piccoli è l’osservazione e l’imitazione dei grandi, per cui le nostre scelte di oggi sull’alimentazione e sullo sport, influenzeranno il loro futuro.

Non solo la famiglia, ma anche la scuola ha un ruolo determinante nell’influenzare le scelte di vita sane future. La scuola può contribuire, ad esempio, distribuendo una merenda bilanciata a metà mattina, impostando menù salutari nelle mense scolastiche, eliminando spuntini e bevande caloriche dai distributori automatici e facendo svolgere almeno le due ore di attività motoria suggerite dal curriculum scolastico a tutti gli alunni

Effetti positivi dello sport a livello psicologico: ansia/depressione/stress /sonno

Infine, mi vorrei soffermare su quelli che sono gli effetti positivi dell’attività fisica a livello psicologico.

Muoversi quotidianamente produce effetti positivi non solo sulla salute fisica, ma anche su quella psichica della persona.

Gli studi scientifici confermano che l’attività fisica:

  • Riduce i sintomi della depressione
  • Previene, specialmente tra i bambini e i giovani, i comportamenti a rischio come l’uso di tabacco, alcol, diete non sane e atteggiamenti violenti
  • Facilità la gestione dell’ansia e delle situazioni stressanti
  • Migliora la qualita’ del sonno
  • Favorisce il benessere psicologico attraverso lo sviluppo dell’autostima e dell’autonomia
  1. Sappiamo che praticare sport ha effetto sulla depressione o comunque su condizioni di umore ‘basso’.

Ma cosa determina questi effetti?

È immediato pensare:

– alla possibilità di svago,

– alla distrazione dai propri problemi,

– al miglioramento dell’immagine di sé e dell’autostima,

– al piacere di praticare attività in gruppo,

Ma non si conosce il peso di tali fattori né il modo in cui potrebbero agire in direzione dello stato di benessere.

Appare più utile appellarsi ad una spiegazione neurofisiologica; fare attività fisica possa indurre cambiamenti a livello neuronale (dell’asse ipotalamico-ipofisario.).

  1. Da alcune ricerche emerge che l’attività fisica ha effetti positivi sull’ansia. Nei soggetti ansiosi è importante l’effetto distraente dell’attività praticata, come anche lo sono gli effetti del miglioramento dell’autostima, della percezione del sé fisico, della padronanza di sé.

Fattori soprattutto psicosociali: la possibilità di far parte di un clima di gruppo accettante e non agonistico, l’attività focalizzata su obiettivi quali il miglioramento personale o la padronanza del compito piuttosto che sulla competizione.

  1. L’effetto dell’esercizio fisico sullo stress è forse l’argomento più complesso e meno approfondito. I meccanismi di abbassamento della reazione di stress per mezzo dell’esercizio sono complessi e non ancora del tutto chiariti. Comunque, è plausibile che una miglior efficienza generale dell’organismo migliori l’adattamento di quest’ultimo ai vari tipi di stressors.
  2. La pratica dell’esercizio fisico ha effetti positivi sulla qualità del sonno e si rivela di grande utilità in casi di disturbi gravi, specie l’insonnia, in grado di inficiare pesantemente sul livello generale di qualità della vita e di aumentare il rischio di vari problemi di salute.
  3. Favorisce il benessere psicologico attraverso lo sviluppo dell’autostima e dell’autonomia

Anche l’autostima ha una sua importanza non trascurabile; oltre ad essere un indicatore di salute mentale, è significativamente correlata anche con una migliore salute fisica. Questo è spiegabile con il fatto che le malattie croniche, inducendo depressione, abbassano l’autostima stessa. Pertanto il praticare sport e migliorare la salute, hanno effetti significativi anche sull’autostima.

L’esercizio è inoltre un mezzo per migliorare l’immagine di sé ed in generale il sé fisico. Il miglioramento della propria forma fisica ci procura maggiore autostima e una visione migliore di noi stessi e del mondo, permettendoci di affrontare le difficoltà con più energia e vitalità.

Gli effetti di una costante attività fisica sono molteplici, tanto fisici quanto psichici. Abbiamo visto che per quanto riguarda la salute mentale che si dorme meglio e di più, che la sensazione di benessere e di relax aiuta a curare alcune forme lievi di depressione e a canalizzare l’aggressività, favorendo l’autocontrollo e il riconoscimento dei propri limiti. Si liberano endorfine: ormoni che ci aiutano a controllate lo stress e l’ansia, migliorando la sensazione generale di benessere.

Bruciare calorie,

Non significa solo “bruciare energia fisica”,

Ma anche far circolare “energia mentale”

Per affrontare meglio la vita quotidiana

Lo sport ed una sana alimentazione possono davvero essere considerati due importanti fattori autoprotettivi della salute fisica e psicologica, in grado di incidere in direzione positiva sulla qualità della vita e di aiutarci sia nella cura che nella prevenzione dell’insorgenza di patologie.

Dott.ssa Maria Culcasi

 

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